venerdì, 20 novembre 2009

Sono troppo occupato a imparare a scrivere per perdere tempo a discutere di letteratura e critica.

E poi, anche volendo, il tempo libero è poco e preferisco usarlo per caricare video sui teletubbies per mia figlia (che ne va pazza). Persino quei quattro pupazzi lisergici valgono più di tre sole parole sprecate a litigare in rete con certi esseri umani umanamente miserabili.

Se imparerò, magari ne caverò qualcosa di buono e infinitamente più bello e interessante. E se non ne caverò nulla, mi resterà la sodisfazione di aver tentato - di essermi cimentato con - qualcosa di infinitamente più bello e interessante.

Non è che i trastulli ermeneutici non possano essere interessanti, malgrado tutte le scimmiette isteriche e velenose che ci ronzano intorno come sciami di mosche sulla merda. E' che non interessano a me.

Tra l'apprendistato e la vivisezione della parola scelgo mille volte il primo, dovessi fracassarmi le ossa sugli scogli della mia incapacità.


[Sì, lo so, è criptico e lo capisco solo io, ma pazienza, avevo bisogno di affiggerlo qui, sulla parete virtuale della mia stanza immateriale, diciamo come una specie di promemoria.]

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temi: letteratura, promemoria, kultur
venerdì, 13 novembre 2009
venerdì, 30 ottobre 2009
Per molto tempo si è pensato che la vera vita iniziasse solo con l'età della ragione e che perciò l'infanzia e l'adolescenza fossero semplicemente una fase preparatoria, una specie di anticamera, di fase larvale.
Guardando mia figlia giocare sul letto ho capito che è esattamente il contrario. La vera vita è l'infanzia, laddove la giovinezza è il meriggio pieno spinto fino alle prime ombre. Quello che viene dopo, l'età adulta e la sua prosecuzione agonica, è solo un lungo e non particolarmente pietoso crepuscolo. Una lenta decadenza che bisogna riempire di compensazioni e che non è necessariamente priva di piaceri, ma il cui scopo principale dovrebbe consistere nel lavorare per assicurare a quelli che verranno dopo, a quelli che entrano o stanno per entrare, un'esistenza - cioè un'infanzia - il più possibile serena e piena di grazia.
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venerdì, 23 ottobre 2009
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martedì, 13 ottobre 2009
Dans mon Antarctique personnel
je n'ai même pas le temps
d'attendre. Le lait en poudre
est mon arme de distraction.

Aux angles morts des yeux
je consume les méduses du sommeil
et on m'appelle la nuit pour savoir
où en est la fonte des glaces.
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temi: poesia, scrivere, ombelico
domenica, 04 ottobre 2009
A proposito di certi politici che ieri manifestavano a favore della libertà d'informazione.

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Ciò detto, se avessi potuto, sarei andato anch'io a Roma, perché la causa era (è) sacrosanta.
Oggi commenti (comprensibilmente) entusiastici della Repubblica: il popolo ha svelato la finzione.
Okay, d'accordo, trecentomila persone sono un bel numero ed è vero che la storia la fanno quasi sempre le minoranze, ma onde evitare ingenue illusioni e successive dolorose disillusioni, si tenga presente ciò che si dice tra la plebe (frase raccolta dal sottoscritto sul luogo di lavoro tre giorni or sono durante una conversazione tra due sue colleghe con qualifica di operaie): "Santoro e la Dandini sono pagati fior di quattrini per parlar male di Berlusconi".

Per l'uso dei termini "popolo" e "plebe" in questo blog, prima di accusarmi di elitarismo, si vada a leggere qui
cosa diceva in proposito Hannah Arendt.

*

Per quanto riguarda l'ennesima vergognosa figura del PD, io non capisco cos'abbiano in testa quelli che chiedono pubbliche scuse e/o le dimissioni degli assenti. Per dirla tutta, non capisco cos'abbiano in testa quelli che chiedono a gran voce al PD un cambio di rotta.
Mi sembra infatti chiaro che il PD sia una concrezione tumorale maligna: perciò l'unica via di salvezza è la sua rimozione urgente. Chi si ostina a volerlo conservare, o addirittura briga perché si rafforzi, contribuisce all'agonia e alla morte dell'organismo collettivo. I veri colpevoli dunque non sono gli assenteisti o i corrotti del PD, ma le persone che, da semplici simpatizzanti, da militanti di sezione o da membri attivi a ogni livello della sua struttura, lavorano ogni giorno per la sua salvezza e per il suo successo.
E i più pericolosi sono proprio quelli bravi, quelli onesti, quelli che ci credono davvero.

mercoledì, 30 settembre 2009
Lily Allen: "Punire chi scarica illegalmente musica da internet". Sono d'accordo, bisognerebbe punire severamente con multe milionarie e mazzate sui diti tutti i coglioni che scaricano le sue immondizie musicali.

A proposito, chi cazzo è Lily Allen?

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A parte l'ottima canzone intitolata Sunday Bloody Sunday gli U2 cos'hanno fatto di memorabile?
Mi ricordo ere fa, quando ero ancora un bamboccio dell'oratorio ma già un floydianio di ferro, che ci fu in parrocchia un'epidemia di coprofagia musicale, e tutti quanti a passarsi i dischi degli U2, a dirsi quant'erano grandi gli U2, queste quattro facce da pesci lessi fisiognomicamente incompatibili con il rock. E una sera mi trascinarono al cinema a vedere 'sto film sugli U2, Rattle and Hum, e tutti a sospirare, ah, che figata i quattro pesci lessi, madonna che sera noiosa, impossibile dimenticare la rottura di coglioni.

E poi Bono ha una voce di merda.

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Il primo disco veramente ascoltabile dei Beatles è Rubber Soul. Prima facevano robetta mediamente insulsa, con qualche picco in su (Help, A Hard Day's Night, I Feel Fine, You've Got to Hide Your Love Away) e molta risciacquatura (ivi compresa la canzone più sopravvalutata della storia, ossia la famigerata Yesterday, un motivetto uggioso degno di una pubblicità di lassativi).
Ma anche nei dischi più riusciti c'è sempre almeno qualche pezzo che mi rompe i coglioni. Il tanto glorificato Revolver al cinquanta percento: sette buone o addirittura ottime canzonni e sette minchiate. Anche Sergent Pepper, che è il mio disco preferito dei Beatles, ha quella sbrodolata col sitar che non finisce più, datata e inutile come un romanzo di Giorgio Montefoschi. Per i successivi la percentuale torna ai livelli di Rubber Soul, se non peggio.
Per dirne una:  perché mai Abbey Road deve sfoggiare la splendida I Want You ( She's So Heavy) e poi triturarmi i testicoli con delle puttanate tipo Octopus's Garden, Oh! Darling o Maxwell's Silver Hammer?

Comunque, tra i Beatles e i Rolling Stones scelgo questi.

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Ho ascoltato In Rainbows (2007) dopo aver riascoltato per la credo milionesima volta The Bends (1995) e Ok Computer (1997). Risultato? 95-97 batte 2007 477,3 periodico a 0. Per me il discrimine è tra Kid A e Amnesiac.
Mi spiace dirlo, perché i Radiohead sono e restano uno dei miei gruppi preferiti di sempre, ma:
se Kid A era irrisolto ma molto affascinante,
se Amnesiac era irrisolto e basta,
se Heil To The Thief era ineguale ma sostanzialmente sottovalutato da quei cretini che rispondono al nome di critici, e alternava con precisione quasi algebrica bei pezzi e mattonate sul sacco scrotale,
In Rainbows, al quarto ascolto, mi procura ancora soltanto grandi sbadigli.

(E poi, santodio, il batterista ha un gran gusto, perché preferirgli quell ritmiche gelide e piatte da drum machine evoluta?)

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Sono un vecchio trombone troppo legato alle sue passioni di lungo corso, non c'è niente che riesca a soddisfare il mio orecchio che non abbia almeno una decina d'anni. Per dire, dei Muse sono ancora fermo a Showbiz. Ho provato di tutto, dagli Arcade Fire ai Mars Volta, passando per i White Stripes. Zero. Mi rendo conto che il problema è mio, ma non posso farci niente.

Per inciso, il nuovo singolo dei Franz Ferdinand fa cagare.

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Un giorno affronterò l'argomento Bruce Springsteen, adesso non ne ho né la forza né il tempo. E poi ci sarebbe materiale per un romanzo breve (o racconto lungo: in russo повесть).
Per il momento dirò soltanto che c'è stata un'epoca della mia vita in cui sulla dicotomia lacerante tra la religione springsteeniana e il culto pinkfloydiano ho costruito un'intera Weltanschauung manichea.

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Eppure mi piaceva così tanto cantare "Pa-ra-noi-ca, pa-ra-noi-ca!"...
Da quando Lindo Ferretti dice le cose che dice e frequenta le persone che frequenta, non riesco più a prendere in mano nemmeno il primo disco dei Cccp. E' normale un rigetto così retroattivo?

(Però  'sto filmato è una figata.)

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Tortura medioevale per chi ha l'indecenza di mettere sullo stesso scaffale due signori gruppi come gli Afterhours e i Marlene Kuntz e le due scorregge più terrificanti prodotte dal rock italiota degli ultimi quindici anni: i Blumerdigo e i Submèrdica.

"Come fare a dirtelo che non ci sei più dentro mmmueh...": ma va' affanculo!

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Moon In June è un capolavoro indiscutibile. Chi non lo capisce è uno stronzo.
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temi: musica
domenica, 27 settembre 2009
L'anarchico Camillo Berneri definiva i materialisti «i preti della Chiesa naturalista». In Irrazionalismo e anarchismo scriveva cose come queste:
«Io non considero il ragionamento deduttivo non abbastanza razionale bensì irrazionale e non rimprovero all'anarchismo di non essere abbastanza irrazionale bensì di non essere irrazionalista.
Essere irrazionalista (...) non vuol dire essere un sostenitore dell'irrazionale bensì essere un diffidente nei riguardi delle verità di ragione. La fiducia eccessiva nella ragione è irrazionale per un irrazionalista. Nel 1849, il Taine scriveva, in una sua lettera: "Con la mia adorazione per le verità di ragione, e la fiducia assoluta che ho nel potere dell'intelligenza, io assomiglio ad un cattolico che non sa parlare che della Chiesa e della fede". È questo misticismo razionalista che considero incompatibile con l'anarchismo».

O come queste, sulla deriva scientista-razionalista dell'anarchismo: «L'idea non fu più una visione ideale bensì una essenza della ragione e della scienza. La giustificazione dell'anarchismo era in lui stesso, ed egli, invece, andò a cercarla tra le formiche, negli alveari, tra i castori, tra gli Eschimesi; quando non delirò in riconoscimenti astronomici o biologici. (...) Ancora oggi permane come caratteristica della stampa anarchica l'argomentazione per analogie naturaliste, sì che Tizio combatterà la famiglia monogamica basandosi sulla poligamia australiana, mentre Caio si entusiasmerà sui benefici della sterilizzazione, senza curarsi di porsi il problema delle leggi dell’ereditarietà: problema insoluto e forse insolvibile».

E approda a conclusioni che molti anarchici tradizionalisti definirebbero eretiche: «Fino a quando la materia rimarrà per me un mistero, in quel mistero vi è posto per Dio. Non conosco Dio, non affermo Dio, ma non lo nego. Per affermarlo dovrei conoscere il suo modo di essere, ma nel negarlo dovrei conoscere la natura. Ora io non conosco che una foglia di questa immane foresta: anzi non conosco che l'apparenza di una foglia».

E ancora: «Tutti i ragionamenti dell'ateismo sono di una presunzione enorme e mi sembrano altrettanto assurdi dei ragionamenti del teismo. Irrazionalista, l'anarchismo non sarebbe ateo bensì agnostico. E sarebbe il solo modo di essere razionale. Diffidenza verso il si sa dello scienziato; nessuna concezione universale del mondo, agnosticismo di fronte al problema religioso».

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Les créations de la haute couture italienne.

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E poi la noia delle reazioni di sinistra, sempre le stesse, sempre più usurate, sempre piene di buona volontà inane. Tutte cose con cui sono d’accordo ma che non servono più a nulla, salvo forse a non sentirsi troppo soli. E sempre gli stessi nomi in calce alle petizioni, la cacchetta pop più rimasticata a far da nome importante, come se mi bastasse sapere che aderiscono anche i modena city ramblers per rinfocolare il mio entusiasmo progressista, le magliette con le scritte condivisibili in grafica perbene stile arci. Persino le canzoni impegnate hanno parole abusate e giri d’accordi già sentiti.
E il brutto è che la noia non uccide la disperazione. Ci convive.
Invece, proprio perché gli spazi di libertà si restringono, il movimento controcorrente è quasi un concetto ignoto e si fanno grandi saggi ginnici di cattiveria collettiva, questo è il momento di prendersi tutta la libertà e tentare l’ignoto, è l’ora giusta per inventarsi qualcosa di nuovo in ogni campo, e nuovi atti di bontà furiosa e combattente. Anche a rischio di sbagliare o fallire, chi se ne importa.

[Quanto a noi, se mi è concessa una piccola nota d’orgoglio, ci stiamo provando. Siamo piccoli e potremmo anche fare un buco nell’acqua, ma ci stiamo provando.]

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Immondizie reloaded. A Ponteranica – nella bergamasca, non sull’appennino siculo –, dove il sindaco leghista ha fatto rimuovere dalla biblioteca comunale la targa commemorativa di Peppino Impastato, ignoti hanno tagliato l’ulivo che gli era stato dedicato.
Anche da morto, Peppino continua a essere vittima. Non solo della mafia, ma anche della merdaglia fascista in camicia nera o verde.

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Dopo cotanto orrore, mentre lentamente si fa strada nel cielo questa domenica di fine settembre che si ostina a voler essere solatia anche se non ne ha la forza, non mi resta che trovare rifugio – prima che mia figlia si desti e reclami la sua dose di cibo – in uno dei cd che ho di fronte in questo momento. Ho una raccolta di madrigali del sommo Monteverdi, una eccezionale ricostruzione filologica del canto liturgico romano antico (quello in uso nella diocesi di Roma tra il VIII e il XIII secolo, quando fu definitivamente soppiantato dal “cugino” gregoriano), una splendida versione rimasterizzata con bonus di Third dei Soft Machine e Smoking Blues (ovvero il miglior disco dei Pink Floyd dopo The Piper). Cosa posso ascoltare?
giovedì, 10 settembre 2009
Immondizie morali. "Sono il miglior presidente del consiglio della storia d'Italia."
Cosa si può ribattere? Niente. Mi dichiaro sconfitto. Neanche gli insulti servirebbero a qualcosa.
Del resto, e mi scuso per il paragone un po' troppo fine e gentile, ormai la merda l'abbiamo pestata. Era così grande - forse la più grande di tutte, certo una delle più grandi della storia d'Italia - che ci siamo irreparabilmente insudiciati, e ripulirci sarà molto molto difficile. Forse impossibile.

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Immondizie musicali 1. Il ritorno dei 99 posse conferma la legge musicale dell'eterno ritorno della paccottiglia pop-impegnata.
Alla perfezione manca solo un nuovo disco dei Modena City Ramblers.
Oppure la riesumazione del ciarpame anni '90, quelle minchiate reggae ska folkabbestia hip hop cantata in dialetto napoletano leccese emiliano o rovigoto, con belle parole de lotta e de sinistra.

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Immondizie musicali 2. «Gli U2 e il loro profeta, Bono, sono in questo senso l’equivalente pop di una cattedrale barocca: sono laici ma non del tutto secolarizzati; fanno una musica che “eleva” spiritualmente ma che non spaventa per la sua accessibilità ed è imponente, vasta, un po’ nauseante, come spesso rischia certa architettura» (da qui). Oh, finalmente! Credevo di gridare nel deserto! A parte l'"elevazione spirituale", su cui avrei molto da ridire, e a parte l'"un po' nauseante", cui toglierei l'"un po'".

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Immondizie sportive. Federica Pellegrini, campionessa di nuoto, italianissima, bravissima, fortissima e chi più superlativi ha più ne metta, si presenta alla festa dei giovani del PdL per ricevere il premio Atreju 2009 e farsi fotografare sul palco con il miglior premier della storia d'Italia.
Mi sono domandato se io sarei andato a farmi premiare/applaudire alla festa dei giovani ex fascisti (ex?) e fotografare sorridente e tutto in tiro di fianco all'utilizzatore finale di prostitute. E mi sono risposto che no, non ci sarei andato. Anzi li avrei invitati a utilizzare finalmente l'eventuale trofeo come toy (*).
Dove voglio arrivare? Chi mi conosce sa che da sempre nutro un profondo e istintivo disprezzo per lo sport. Chi mi contesta, dicendo che il mio è uno stolto pregiudizio o una fissazione ridicola, è cieco. Il mondo pullula di esempi a supporto della mia opinione. Questo è solo l'ennesimo.
(Poi la ragazza glissa e, in mancanza di meglio sfodera il più classico dei classici: "Non mi intendo di politica". Ma va' a ranare.)

*

Immondizie terminologiche.
L'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) è un agguerrito manipolo di mangiapreti che conduce in pressoché totale solitudine delle battaglie solitamente condivisibilissime contro l'oscurantismo clericofascista, contro l'ingerenza vaticana negli affari della Repubblica e per la laicità dello Stato.
Però ogni volta che leggo la loro ragione sociale mi irrito. Io sono ateo, o forse più precisamente agnostico, e in particolare, credo, un agnostico irrequieto. Ma razionalista? Cosa cazzo vuol dire? non possono esistere degli atei o degli agnostici non razionalisti?
Io per esempio non sono un razionalista, ovvero non mi affido alla ragione più che al sentimento o all'intuizione (Garzanti) né la
antepongo loro (De Mauro). Né tanto meno sono un seguace del razionalismo (qui la definizione del  De Mauro Paravia). Attribuisco una grandissima importanza all'intuizione e al sentimento. E, sì, lo ammetto, più che un rigoroso illuminista mi sento un insopportabile romantico.
Il grandissimo Shelley, cui ovviamente non oso paragonarmi, era anarchico, romantico, ateo ma tutt'altro che razionalista. Almeno nel senso involgarito e piatto che si suole attribuire al termine.
Perciò mi chiedo: perché quella parte, con cui condivido molte convinzioni, deve per forza ricorrere al vecchio armamentario concettuale che non è nemmeno illuministico, ma sa piuttosto di caricatura dell'illuminismo, di semplificazione ottocentesca, di stantio esprit du progrès, di quell'ottuso positivismo borghese di cui già Leopardi agli albori del XIX secolo ha dimostrato l'inanità?
Soprattutto, perché non riesco a sorvolare su queste cose, che a me sembrano fondamentali e che invece ad altri appaiono come trascurabili dettagli?


*

Immondizie fantasy. Ma po che cazzo è il "Premio Atreju"? Ah, ok, è una roba inventata dai fascistelli, cioè, volevo dire da azione giovani. Quindi roba fina.
Ma chi cazzo è Atreju? Non era mica quel pirletta coi capelli lunghi che cavalcava un cane di peluche tipo trudy ma taglia XXXL in una sopravvalutatissima patacca cinematografica per ragassini degli anni Ottanta, tratto da un romanzetto fantasy scritto da un tedesco (il che è un fantastico ossimoro)?
Ah, be', caspita, i miei complimenti ai giovani fascistelli, che sfoderano un un retroterra culturale davvero degno del massimo rispetto.
Mi permetto di suggerire loro anche una "fondazione
Hurricane Polimar", un "centro culturale Orzowei" o un "concorso letterario Dragon Ball" (se non suona troppo moderno).

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Immondizie e basta. "Via la targa per Peppino Impastato": decisione shock del sindaco leghista di Ponteranica. La biblioteca del piccolo comune bergamasco era stata dedicata al giovane militante ucciso dalla mafia (qui).


(*) Termine inglese oggi in uso nei settimanali femminili per evitare l'impiego dell'altrettanto se non addirittura più icastica ma chissà mai perché meno gradita espressione "cazzo di gomma".
domenica, 06 settembre 2009
"Where did the Europeans’ ancestors come from, and when? Are modern Europeans the direct descendants of the paleolithic hunter-gatherers who settled Europe some 45 000 years ago, or do they mainly derive from the Neolithic farmers who spread from the Levant 10 000 years ago?" Boh.
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temi: genetica storica